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Qualità dell’acqua dolce del dissalatore

Può sembrare strano, difficile da credere, che il dissalatore possa produrre acqua buona da bere pescando l’acqua del mare che ci circonda.

Questa “magia” è resa possibile utilizzando un processo filtrante che utilizza la tecnologia a osmosi inversa. 

Oltre a una serie di filtri che hanno il compito di eliminare le impurità più grossolane e macroscopiche, viene utilizzata una speciale membrana che potremmo descrivere come un “setaccio molecolare” e che è in grado di eliminare non solo il sale, ma anche qualsiasi impurità presente nell’acqua, inclusi microorganismi, batteri e virus.

Se il dissalatore è progettato correttamente e impiega componenti di alto livello, la qualità dell’acqua dolce prodotta è eccellente. 

Il nostro dissalatore raggiunge una purezza addirittura migliore, in termini di TDS (solidi totali disciolti), rispetto la maggior parte delle acque vendute in bottiglia nei supermercati.

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Manutenzione minima, semplice e veloce

Spesso mi capita di parlare con armatori con notevole esperienza di mare e amanti dello stare in rada.

Ci si rende conto che il dissalatore è ancora percepito come un oggetto arcano.

Il timore principale è quello di mettersi a bordo un impianto che darà grattacapi per la manutenzione.

In effetti una barca richiede una serie di manutenzioni annuali da fare, e aggiungere anche la manutenzione di un dissalatore rischia di essere quanto meno scoraggiante.

Il nostro dissalatore è stato progettato in modo da richiedere una manutenzione minima ed estremamente semplice.

In pochi minuti si può mettere a riposo il dissalatore per 6 mesi, dimenticandosi di averlo a bordo.

Per tornare a utilizzarlo, non bisogna fare nulla se non avviarlo come se non fossero passati 6 mesi ma un paio di giorni.

La manutenzione può essere effettuata dall’armatore stesso, dal marinaio che si prende cura della barca o da un manutentore di fiducia, senza l’utilizzo di alcuna attrezzatura particolare.

Non dovrete preoccuparvi pertanto di cercare personale specializzato nella vostra zona. 

Per la manutenzione del vostro dissalatore bastate voi.

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Un Ferragosto a Ist

Durante una crociera estiva in Croazia, per Ferragosto decidemmo di fare rotta verso l’isoletta di Ist, conosciuta dai naviganti per la sua bella rada e l’acqua trasparente.

Accostandomi al pontile l’ormeggiatore mi fece segno che c’era un posto, al tempo stesso gridandomi: “No electricity! No water! Ok ??”

Conoscevo la situazione di Ist, per cui ero arrivato con serbatoio d’acqua pieno, scorta di bottiglie di acqua minerale, cambusa piena e per la corrente potevo contare sul generatore.

Del resto, a bordo eravamo solo in due, io e la mia “primo ufficiale”. Per cui le condizioni proposte dall’ormeggiatore potevano andarci bene.

Ci trovammo ormeggiati accanto ad uno yacht di 62 piedi con a bordo una decina di persone, fra cui qualche persona anziana e qualche bimbo. Avevano finito l’acqua e non avevano un dissalatore. In quel periodo faceva molto caldo e a Ist avevano avuto problemi di rifornimento dell’acqua, che non mancava solo al pontile ma in tutta l’isola.

Inutile dire che anche su uno yacht di 62 piedi, se manca l’acqua dolce la vita a bordo diventa, come dire, piuttosto complicata. 

Infatti il giorno dopo decisero di salpare alla ricerca di acqua rinunciando al godimento di quel bellissimo posto.

Quanto gli sia costato in termini di tempo e di carburante questa navigazione di “servizio” alla ricerca di acqua non lo sappiamo.

Certo è che se avessero avuto un dissalatore a bordo, forse avrebbero potuto godersi quei bellissimi giorni di Ferragosto a Ist!

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Il momento migliore per azionare il dissalatore

Qual’è il momento migliore per azionare il dissalatore?

Naturalmente, ogni armatore stabilirà la migliore strategia di utilizzo del dissalatore anche in base al ritmi e ai tempi della propria vita in barca.
Come sappiamo, le abitudini e gli stili di vita in crociera sono molto differenti a seconda degli equipaggi: coppie, famiglie con bambini, navigatori di lungo raggio, amanti delle rade prolungate, etc.

Un principio razionale può essere quello di ottimizzare l’utilizzo del generatore (la cui accensione è necessaria per il dissalatore), il quale provvede anche alla carica delle batterie dei servizi e a fornire corrente alternata a bordo.

Quando si sta in rada nello stesso posto per più giorni di seguito, ad esempio, un utilizzo piuttosto intuitivo è quello di azionare il dissalatore due volte al giorno: la mattina e a fine giornata.

La mattina unitamente alla produzione dell’acqua da usare per la giornata si possono ricaricare le batterie di bordo, accendere la macchinetta del caffè, scaldare il latte, tostare il pane per la colazione o scaldare le brioches nel fornetto.

A fine giornata quando a bordo è il momento della doccia dell’equipaggio e di cucinare, si possono azionare nuovamente generatore e dissalatore, andando a reintegrare l’acqua consumata, scaldando al tempo stesso l’acqua con il boiler, ricaricando le batterie di bordo e fornendo la corrente per usare phon o fornelli elettrici per cucinare.

In questo modo anche senza muovere la barca e senza accendere i motori principali, le batterie servizi di bordo saranno sempre efficienti e avremo tutta l’acqua dolce di cui abbiamo bisogno per la giornata.

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Pianificare con largo anticipo l’installazione del dissalatore

Anche se l’inverno ci fa apparire la prossima stagione nautica molto lontana, questo è un periodo ideale per decidere l’installazione di un dissalatore.

Il dissalatore, durante le nostre crociere, ci consente ti fare a meno di entrare in porto per fare acqua.

Sopratutto, ci toglie l’ansia di dover pianificare con mesi di anticipo gli ormeggi nei porti turistici presi d’assalto d’estate.

Senza contare che il meteo è sovrano in mare, per cui qualche giorno di maltempo può stravolgere l’itinerario all’ultimo momento mandando all’aria tutte le prenotazioni nei porti.

Un occhio al portafoglio ci consente poi di dire che il costo di un dissalatore può essere assorbito in gran parte in una stagione, grazie al risparmio ci cifre che superano spesso i 100-150 euro a notte in porto a seconda delle dimensioni della propria barca.

Se, fatte le dovute considerazioni, doveste decidere di installare un dissalatore sulla vostra barca, è bene pensarci per tempo.

Ad esempio, l’installazione del dissalatore richiede una presa a mare, pertanto se non è possibile utilizzarne una esistente, sarà necessario farne fare una ad hoc quando la barca sarà alata per fare carena.

E’ poi necessario pianificare l’installazione dei vari componenti del dissalatore, cosa non difficile ma che può richiedere del tempo.

Un installatore esperto potrà farvi un preventivo e installare il dissalatore in modo ottimale, senza occupare prezioso spazio a bordo.

Ultimo passo, non meno importante, sarà il collaudo dell’impianto sempre a cura dell’installatore, che deve essere fatto per garantirvi un’eccellente qualità dell’acqua e un’installazione robusta e sicura.

Tutto questo naturalmente richiede del tempo.

A stagione iniziata, quando i cantieri sono pieni di lavoro e poco disposti a seguire le vostre richieste, pensare di installare un dissalatore a bordo potrebbe essere un’impresa difficoltosa.